DISTRETTO ORAFO VICENTINO

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NEWS

11/01/2004 - RALLENTA IL CALO DELL’EXPORT ORAFO NEL BIMESTRE SETTEMBRE-OTTOBRE 2003
-23% nei primi dieci mesi del 2003

Vicenza, 09/01/04 - Sotto il profilo dei mercati di destinazione, il recupero di oltre il 16% segnato dall'export di prodotti orafi italiani nel bimestre settembre-ottobre 2003 rispetto al corrispondente periodo del 2002 è apparso - né poteva essere altrimenti - parziale e ancora non generalizzato. Il primo aspetto che emerge con evidenza è la contrapposizione tra Europa da una lato e tra Asia ed America dall'altro. Nel vecchio continente (dell’euro e non), la tendenza dominante è rimasta quella di un ulteriore ridimensionamento delle vendite di prodotti orafi. Nel bimestre settembre-ottobre: -14% per Eurolandia; -32% per gli altri paesi. Con tale caratteristica si sono presentati i mercati di Francia, Germania, Portogallo, Grecia, Paesi Bassi, Austria, Regno Unito. Relativa stazionarietà per Spagna, Svezia, Norvegia. Per contro, i prossimi nuovi partner UE si sono mostrati più dinamici (+33%); così come lo sono stati i paesi africani (+50%). Ma per entrambi i raggruppamenti, i valori assoluti degli acquisti sono relativamente limitati. Progressi significativi sono stati messi a segno dalle esportazioni di preziosi dirette in Asia - con in testa Cina (+9,4%), Hong Kong, e Giappone) ed in America, nonostante gli effetti negativi provocati sulla competitività di prezzo dal deprezzamento del dollaro statunitense nei confronti dell'euro. Alla luce dei risultati fortemente negativi accumulati dall'inizio del 2003, i recuperi del bimestre settembre-ottobre non hanno potuto, tuttavia, che ridimensionare solo in parte i consuntivi dei primi dieci mesi dell'anno, per i quali si stima, nel complesso, un -23% rispetto al corrispondente periodo 2002. In termini di consuntivi cumulati nei primi dieci mesi del 2003, le esportazioni di preziosi italiani verso gli Stati Uniti risultano, quindi, ridotte di circa il 31% ma con un'incidenza sul totale dell'export orafo italiano risalita, grazie proprio al significativo recupero di settembre-ottobre, al 31% (dal 27,6% dei primi otto mesi del 2003. Anche se il gioiello italiano è un prodotto mondiale - testimoniato da un consenso diffuso presso acquirenti di 150 paesi nei cinque continenti - la sua pur vasta ventilazione delle vendite all’estero evidenzia come quasi un terzo del totale delle esportazioni sia accentrato negli Stati Uniti (la quota sale al 35% se si considera l’intera area del Nafta, con Canada e Messico). Un altro quarto delle vendite di oreficeria è attratto dall’Unione europea. Ove si consideri poi la significativa partecipazione (il 12% circa) degli "altri paesi" se ne deduce come l'ampia ventilazione delle vendite di oreficeria sia una testimonianza efficace della dinamicità degli esportatori italiani anche in periodi difficili. In particolare, nei primi dieci mesi del 2003, i cedimenti più consistenti si sono avuti – com’era plausibile attendersi – da parte dei paesi dell’area del dollaro a seguito della sua rilevante svalutazione.



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