DISTRETTO ORAFO VICENTINO

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NEWS

30/03/2004 - ON-LINE L'INTERVISTA AL PROF. PAOLO FELTRIN

Dalla home page si può scaricare l'intervista del prof. Paolo Feltrin, curatore della ricerca, sugli obiettivi e sui risultati del progetto e sulle politiche da adottare per il rilancio del settore orafo.


26/03/2004 - DISPONIBILE IL RAPPORTO DEFINITIVO

Nell'area utenti è disponibile il rapporto definitivo:
"Definizione di un modello di sviluppo sostenibile per il distretto orafo in una prospettiva di internazionalizzazione del mercato e della produzione"
(F.S.E. ob. 3 mis. C1)



19/01/2004 - VICENZAORO1 2004: BUONA LA PRIMA.
Dalla prima fiera internazionale del comparto dei preziosi segnali positivi dai dati d’affluenza (+5% gli operatori stranieri, stabili gli italiani) e dal buon ritmo dei contatti

Vicenza, 18/01/04 – Si è chiusa oggi l’86^ edizione di Vicenzaoro1, la mostra internazionale di oreficeria, gioielleria, argenteria, orologeria e macchinari per l’oreficeria. Soddisfazione. E’ questa la parola che meglio riassume lo stato d’animo dei vertici della Fiera. 21.100 operatori di cui 11.600 italiani (0,57% in meno rispetto al 2003) e 9.500 stranieri da 127 Paesi con un significativo, ed incoraggiante, +5% rispetto alla scorso sono i numeri di un’edizione non clamorosa nei numeri ma incoraggiante, anche a livello psicologico per i produttori. Dopo un 2003 in cui il segno meno era diventato una costante, finalmente ricompare il più sulla casella degli operatori esteri. “Vicenzaoro1 rappresenta la chiave di lettura del mercato mondiale dei preziosi ed il vero indicatore dello stato di salute del made in Italy orafo-gioielliero. – spiega il Presidente Manuela Dal Lago - Dal suo andamento si ricavano sempre indicazioni attendibili per capire quali saranno i trend nel corso dell’anno. Sulla base di tali indicazioni si può affermare che il 2004 sarà un anno non certo privo di difficoltà e di problemi ma anche ricco di opportunità per quelle aziende che sapranno cavalcare quella voglia di “made in Italy” che in fiera ha dimostrato di essere ancora ben viva.” “La vigilia di Vicenzaoro1 forniva molti dati tra loro contradditori. – spiega il Segretario Generale Andrea Turcato - I dati dell’export del bimestre settembre-ottobre 2003 inducevano ad un cauto ottimismo al pari del buon andamento delle vendite di fine anno negli USA. Per contro il prezzo dell’oro sopra i 422 dollari all’oncia e la debolezza del dollaro rispetto all’euro poteva influenzare negativamente l’andamento della manifestazione. I dati finali di Vicenzaoro1 parlano di un +5% di operatori stranieri, di una conferma rispetto alla scorsa edizione degli italiani e di un buon ritmo delle contrattazioni. Vicenzaoro1 2004 ha poi registrato tante novità in termini di design e di creatività – come ampiamente dimostrato da “Gold Expressions”, l’iniziativa congiunta di World Gold Council con Fiera di Vicenza per la promozione del made in Italy orafo - ma soprattutto la capacità di “reinventare” il modo di stare sul mercato da parte delle aziende italiane.”


11/01/2004 - RALLENTA IL CALO DELL’EXPORT ORAFO NEL BIMESTRE SETTEMBRE-OTTOBRE 2003
-23% nei primi dieci mesi del 2003

Vicenza, 09/01/04 - Sotto il profilo dei mercati di destinazione, il recupero di oltre il 16% segnato dall'export di prodotti orafi italiani nel bimestre settembre-ottobre 2003 rispetto al corrispondente periodo del 2002 è apparso - né poteva essere altrimenti - parziale e ancora non generalizzato. Il primo aspetto che emerge con evidenza è la contrapposizione tra Europa da una lato e tra Asia ed America dall'altro. Nel vecchio continente (dell’euro e non), la tendenza dominante è rimasta quella di un ulteriore ridimensionamento delle vendite di prodotti orafi. Nel bimestre settembre-ottobre: -14% per Eurolandia; -32% per gli altri paesi. Con tale caratteristica si sono presentati i mercati di Francia, Germania, Portogallo, Grecia, Paesi Bassi, Austria, Regno Unito. Relativa stazionarietà per Spagna, Svezia, Norvegia. Per contro, i prossimi nuovi partner UE si sono mostrati più dinamici (+33%); così come lo sono stati i paesi africani (+50%). Ma per entrambi i raggruppamenti, i valori assoluti degli acquisti sono relativamente limitati. Progressi significativi sono stati messi a segno dalle esportazioni di preziosi dirette in Asia - con in testa Cina (+9,4%), Hong Kong, e Giappone) ed in America, nonostante gli effetti negativi provocati sulla competitività di prezzo dal deprezzamento del dollaro statunitense nei confronti dell'euro. Alla luce dei risultati fortemente negativi accumulati dall'inizio del 2003, i recuperi del bimestre settembre-ottobre non hanno potuto, tuttavia, che ridimensionare solo in parte i consuntivi dei primi dieci mesi dell'anno, per i quali si stima, nel complesso, un -23% rispetto al corrispondente periodo 2002. In termini di consuntivi cumulati nei primi dieci mesi del 2003, le esportazioni di preziosi italiani verso gli Stati Uniti risultano, quindi, ridotte di circa il 31% ma con un'incidenza sul totale dell'export orafo italiano risalita, grazie proprio al significativo recupero di settembre-ottobre, al 31% (dal 27,6% dei primi otto mesi del 2003. Anche se il gioiello italiano è un prodotto mondiale - testimoniato da un consenso diffuso presso acquirenti di 150 paesi nei cinque continenti - la sua pur vasta ventilazione delle vendite all’estero evidenzia come quasi un terzo del totale delle esportazioni sia accentrato negli Stati Uniti (la quota sale al 35% se si considera l’intera area del Nafta, con Canada e Messico). Un altro quarto delle vendite di oreficeria è attratto dall’Unione europea. Ove si consideri poi la significativa partecipazione (il 12% circa) degli "altri paesi" se ne deduce come l'ampia ventilazione delle vendite di oreficeria sia una testimonianza efficace della dinamicità degli esportatori italiani anche in periodi difficili. In particolare, nei primi dieci mesi del 2003, i cedimenti più consistenti si sono avuti – com’era plausibile attendersi – da parte dei paesi dell’area del dollaro a seguito della sua rilevante svalutazione.



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